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SEGNALI DI FUMO DA BOLOGNA: "Da Batman a Poldo"

Pubblicata il 31 ottobre 2013

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SEGNALI DI FUMO DA BOLOGNA: "Da Batman a Poldo"
Ricorderete senz'altro l'intrepido e massiccio consigliere Pdl del Lazio Franco Fiorito più noto come "er Batman", quello che si era intascato circa 700 mila euro di fondi pubblici destinati al gruppo regionale, quello che quando a Roma nevicava invece che un ombrello si comprava un Suv, mettendolo sempre in nota spese, s'intende.
Ebbene, di fronte a un maestro del peculato come "er Batman" tutti gli altri impallidiscono. Ma si sa: ogni regione ha la sua storia e le sue peculiarità. Se al ciociaro Fiorito piaceva sguazzare nel lusso concedendosi vizi un po' burini questo è dovuto anche all'ambiente decadente della capitale, dove ne hanno viste e fatte di tutte, basti pensare che l'allegra Giunta dell'ex sindacalista Polverini aveva gonfiato i rimborsi ai gruppi consiliari fino a 21 milioni di euro, quello che si spende più o meno a Bologna per mantenere il sistema delle scuole comunali.

Nella nostra "capitale" regionale, a Bologna, gli eccessi ostentati non piacciono e c'è sicuramente un po' più di sobrietà anche quando si ha licenza di scontrino, ovvero quando si può mettere a spese della collettività tutto quello che si è pagato facendolo passare come spesa sostenuta per motivi politici o per mantenere il famoso rapporto tra l'eletto e l'elettore.
Proprio l'altro giorno, col ritorno della Finanza in viale Aldo Moro, ha ripreso vigore l'indagine della magistratura sull'utilizzo dei fondi pubblici erogati ai gruppi consiliari. E sono uscite, immancabili, molte indiscrezioni sulle spese effettuate da capigruppi e consiglieri.

Devo dire che fin qui avevamo avuto notizie più ridicole che non scandalose: da Casadei (Pd) che allegava lo scontrino del WC (50 centesimi) per poi dichiarare: "restituirò il danaro" ( grazie, è lo stesso...), fino al gruppo che sentiva la disperata necessità di comprarsi un forno a micro onde. Peccati veniali potremmo dire, forse neanche "peccati" ma solo incidenti in cui si incorre nella burocrazia della rendicontazione.
Poi però all'improvviso la natura del nostro territorio è venuta fuori: impetuosa, quasi "orgogliosa". Eh sì, perchè ragazzi: qui quando si parla di mangiare non si scherza.
E scherzavano pochissimo anche i capigruppo del Pd Marco Monari e quello del Pdl Giuseppe Villani: in 19 mesi di "attività politica" si sono concessi pranzi e cene per un ammontare rispettivamente di 30 mila euro il primo e 43 mila il secondo.
Monari prediligeva le cene "discrete", quasi sempre due coperti, a volte tre, raramente eran di più, ma mangiava in posti di gran lusso: San Domenico a Imola, la Rosetta a Roma oppure Le Calandre vicino a Padova, mettendo a bilancio scontrini che arrivavano anche a superare i 600 euro: buon cibo e ottimi vini, forse anche troppi visto che al rientro da un viaggio a Roma la stradale gli ha ritirato la patente per guida in stato d'ebbrezza.

Più parco nel rapporto costo/coperto il pidiellino Villani, che però era molto più propenso alle "bandighe" che non ai "tête a tête": quindici, venti o anche più di  trenta commensali tutti attovagliati a spese della collettività...
Le larghe intese Gastronomiche sono costate la bellezza di 73 mila euro, solo per i due partiti maggiori. Dunque da noi nessun Batman, ma moltissimi "Poldo Sbafini" sereni e contenti, come l'ineffabile compare di Braccio di Ferro quando riesce ad addentare un panino infarcito di salamella.

(Paolo Soglia)

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