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SEGNALI DI FUMO DA BOLOGNA "Tsipras chi? Un fantasma (greco) si aggira in città"

Pubblicata il 10 marzo 2014

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Pare che anche a Bologna sia stato avvistato il fantasma che si aggira per l’Europa.

Non ha un lenzuolo rosso con falce e martello come il celebre spettro marxiano: è giovane e parla greco e – si dice – intende presentarsi alle elezioni europee e diventare il Presidente dell’Europa… niente meno.

Ma chi è Alexis Tsipras? E’ il segretario del partito della sinistra greca “Syriza”, nato dalla fusione di 13 partitini, che solo tre anni fa contava meno del 3% e alle ultime elezioni è salito al 27%. Oggi nei sondaggi  Syriza  è dato oltre al 30%: il primo partito in Grecia. 

La notizia che è nata una lista italiana in suo sostegno è un po’ clandestina sui giornali perché da tempo la nostra stampa ha smesso di occuparsi dell’erba che cresce e aspetta che sia già bella alta: per poi falciarla di critiche o per innaffiarla di lodi, a seconda dei casi.

Sta di fatto che la lista “L’altra Europa con Tsipras” nei sondaggi sfiora già l’8% candidandosi ad essere la quarta forza italiana alle spalle di Pd, Forza Italia e M5S.

Lanciata appena un mese da sei “garanti” (Andrea Camilleri, Paolo Flores D’Arcais, Luciano Gallino, Marco Revelli, Barbara Spinelli e Guido Viale), la lista civica nazionale ha ottenuto il sostegno di decine di intellettuali, centinaia di associazioni e di partiti come Sel e Prc, che tuttavia - a differenza degli “arcobaleni” del passato - l’appoggiano senza imporre candidati né primogeniture.

I firmatari bolognesi sono oltre mille e duecento: al primo incontro autoconvocato c’erano quasi 200 persone mentre al secondo appuntamento pubblico di presentazione erano già raddoppiati diventando più di 400.

Mercoledì scorso sono state presentate le liste e tra i volti “nostrani”, nella corcoscrizione Nord-Est, compaiono quelli della bolognese Isabella Cirelli, già presidente del “nuovo comitato articolo 33” e quello dell’attore romagnolo (ma bolognese d’adozione) Ivano Marescotti, che assieme hanno condiviso la battaglia del referendum contro il finanziamento alle scuole private. Battaglia vinta ma poi “invalidata” dal Sindaco Merola che ha deciso di non tenerne conto.

 

Per quanto riguarda lo scenario Europeo l’analisi di Tsipras parte da un concetto chiave: se l’Eurozona è sull’orlo di un collasso questo non è dovuto all’euro in sè ma al neoliberismo, alle politiche di austerità che anziché supportare la moneta unica l’hanno indebolita.

Nei suo manifesto in 10 punti Tsipras intende porre fine al rigore proponendo un “new deal” europeo che passa attraverso l’uscita dal fiscal compact e metta al primo punto il problema dei 27 milioni di cittadini Europei senza lavoro, in gran parte giovani.

Sul piano delle misure economiche intende procedere verso l’uniformità della fiscalità che passa anche dal contrasto ai paradisi fiscali e alle delocalizzazioni selvagge.

Ma Tsipras ne ha anche per la Bce che da banca “privata” deve diventare una vera e propria banca centrale europea, ed essere prestatore d’ultima istanza per gli stati membri: è necessaria un’Europa veramente democratica in cui siano i cittadini – e non i mercati – a eleggere i rappresentanti e a prendere le decisioni. Infine il leader greco si fa promotore di una Conferenza del Debito Europeo, sul modello dell’Accordo di Londra sul Debito del 1953 che alleviò il peso economico della Germania aprendo la strada per il suo successo economico.

 

Molta carne al fuoco dunque, che sta suscitando un interesse diffuso in rete e che a poco a poco si fa strada anche sulla stampa “mainstream”. Chiudiamo però con un’anticipazione in esclusiva per “Leggilanotizia”: a quanto ci risulta “lo spettro” è arrivato pure a Imola…

 

(Paolo Soglia)

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