CENTO PAROLE DI LEGALITA': "21 marzo, giorno di festa"

Pubblicata il 22 marzo 2014

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CENTO PAROLE DI LEGALITA

La Regione Emilia-Romagna crede nella lotta alla mafia. Crede il miglior modo per contrastare la mafia sia quello di prevenirne le infiltrazioni. Crede che il miglior modo per prevenire sia quello di diffondere la cultura della legalità. Per questo, in modo non solo simbolico, la Regione ha fatto sì che il 21 marzo nella nostra terra sia giorno di festa: la Giornata dell'impegno e della memoria per ricordare tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata. Una giornata che, anche quest'anno, si annuncia ricca di appuntamenti per tenere vivi quegli anticorpi che, grazie ad una solida corrazza istituzionale, fanno sì che l'Emilia-Romagna sia una terra nemica della mafia. Le notizie allarmanti non mancano, i dati diffusi negli ultimi tempi fanno paura e per questo dobbiamo ancora di più impegnarci e tenere alta la guardia. Come fare? Negli ultimi tre anni la Regione Emilia-Romagna si è fatta promotrice di un serio impegno per collaborare con il mondo della scuola, l'Università, i sindacati, le forze dell'ordine e la magistratura, i Comuni e le Province, quel vastro mondo di associazionismo e volontariato che vede in Arci, Libera e Avviso Pubblico alcune delle sue espressioni più note. Scorrendo "il bilancio" di  questa attività: sono già 15 i progetti di rilievo regionale promossi da associazioni di volontariato e sostenti dalla Regione.  Complessivamente i progetti finanziati hanno previsto un costo di realizzazione di quasi 600.000 Euro e la Regione Emilia Romagna ha contribuito con oltre 373.000 Euro; 60 accordi siglati con pubbliche amministrazioni - tra cui 8 con Università - per la realizzazione di progetti di prevenzione e contrasto e per il recupero di beni confiscati, con un impegno finanziario per la regione di oltre 1.350.000 Euro. È un impegno importate che chiama in causa il mondo della cultura, dell'informazione, delle scuole e delle università. Riteniamo fondamentale con questa legge il processo continuo di educazione alla legalità ed alla cittadinanza attiva. Non è possibile costruire comportamenti positivi senza una riflessione seria su questi temi ed un'indicazione di pratiche di comportamento. È un processo lungo, che non si inventa dall'oggi al domani, che richiede una scuola ed un'università responsabili, un intreccio forte tra proposte dell'amministrazione locale, il mondo della ricerca, scuole ed associazioni per la diffusione di buone pratiche e di comportamenti positivi. La L.R. 3/2011 riconosce poi una priorità particolare alla ricerca e all'approfondimento sul territorio, ed in particolare agli osservatori locali. Ne sono stati infatti sostenuti un certo numero nelle province di Rimini, Parma, Piacenza ed in alcune amministrazioni comunali. Gli osservatori locali sono fondamentali perché non va mai dimenticato che l'insediamento della mafia si rende più agevole laddove la società civile è poco informata e consapevole. Raccogliere informazioni e conoscenze e divulgarle ai cittadini è dunque di estrema importanza. Gli osservatori locali, anche grazie alla  funzione di coordinamento generale dell'Osservatorio regionale sulla criminalità, ci aiuteranno infatti a capire meglio quali siano i fattori di vulnerabilità del nostro territorio, ed attraverso quali meccanismi la presenza mafiosa insinua attività illegali nel nostro tessuto economico e sociale e come si radica nei mercati legali.

(Simonetta Saliera)

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