Cambiavento

Una giornata storica per il Clima

Pubblicata il 28 settembre 2014

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Marcia Clima Rimini
Rimini. I nostri figli leggeranno sui loro libri di storia una data, domenica 21 settembre 2014 e il racconto di due futuri possibili. Il primo trova solo alcuni di loro, i più ricchi e privilegiati, nei bunker a difendersi dalle continue tempeste, inondazioni, ondate di calore incontrollabile. I viveri sono razionati e la vita sa di cibo in scatola. Leggeranno di quelle Cassandre che, loro sì, l'avevano detto. In barba alle grandi lobbies che aprivano la bocca solo per difendere i propri interessi, quella domenica erano scese in piazza centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo per dire forte e chiaro che loro no, loro non ci stavano. Loro vedevano il problema e volevano fare qualcosa subito per risolverlo. Avranno mica portato sfiga?

Il secondo futuro invece avviene nel giardino di casa, mentre papà e mamma leggono al piccolo (il piccolo si chiama Billy, Andrea, Mohamed, Pedro, Ying e tanti altri...) di quando il mondo intero si svegliò. Sembrò farlo così, di colpo, ma in realtà quella domanica era solo l'ultimo giorno dei quasi 30 anni che servirono ad un'idea per diventare più forte di eserciti, lobbies, corruzione, indifferenza e opportunismo. Victor Hugo ne sarebbe stato fiero, ad averla vista. Quell'idea era che il clima della Terra stava cambiando, che tutto questo inziava ad avere (e soprattutto avrebbe presto avuto) conseguenze gravissime per tutti, che rischiava addirittura di sfuggirci di mano e di rendere l'unico posto abitabile dell'intero Universo – il pianeta che chiamiamo Terra – un posto su cui vivere sarebbe diventato impossibile per come oggi lo intendiamo. Ah, giusto: quella stessa idea diceva anche che il tutto era dovuto principalmente alle nostre azioni. Noi uomini e il nostro stile di vita consumistico e sprecone, da bulimia energetica; noi uomini che abbiamo creato una società che dipende in tutto e per tutto da consumi spropositati di energia fossile (petrolio, carbone, gas naturale); noi uomini che per procurarcela, quell'energia, dobbiamo bruciare roba sporca che ha impiegato milioni di anni per formarsi, il che libera in aria la CO2, il che crea l'effetto serra, il che surriscalda il pianeta, il che va a finire che cambia il clima. Tutto era dovuto principalmente alle nostre azioni, diceva quell'idea. E quindi avevamo in mano la soluzione ai nostri problemi. Non c'era tempo per i sensi di colpa.

Ecco cos'era quell'idea il cui tempo arrivò il 21 settembre 2014. Di lì a pochi giorni a New York sarebbe incominciato il vertice speciale ONU sui cambiamenti climatici e, come dire, a più di 670.000 persone in oltre 156 paesi in tutto il mondo non andava giù che quelli, elegantissimi in giacca e cravatta ma onestamente un po' sordi negli ultimi decenni, anche questa volta facessero come niente fosse.

Domenica 21 settembre in tutto il mondo sono stati organizzati oltre 2.600 eventi da persone colorate e allegre che invece ci sentivano benissimo e volevano anche farsi ascoltare. La più grande mobilitazione di sempre nella storia dell'uomo, quella di un movimento globale talmente ampio da riunire in sé cause come la sovranità alimentare, i diritti umani, le energie rinnovabili, la salvaguardia dell'ambiente etc. Un movimento mai visto prima: quello di una specie intera che si alza in piedi e chiede in coro a un pugno di propri eletti di darsi un'opportunità per continuare a vivere. Continuare a vivere, tutti, bene.

Non era mai successo prima. A Rimini abbiamo dato il nostro contributo. Siamo arrivati prima, l'abbiamo fatto Giovedì 18. Abbiamo organizzato la Marcia Globale per il Clima a Rimini, dove abbiamo raccolto firme e sensibilizzato i passanti su tutte queste tematiche. E abbiamo gettato le basi per una mobilitazione che non può e non deve fermarsi. Ma deve diventare sempre più capillare, sempre più radicata sul territorio e passare sempre più dalle intenzioni alle azioni. È più facile di quel che sembra. Se sei parte del problema, lo sei anche della soluzione.

Mi chiamo Stefano, sono una persona come te che stai leggendo. Abito su questo pianeta come te e quindi, come te, ho il potere e il dovere di fare la mia parte. A volte la cosa più complicata è capire qual è. Pensaci. C'è una marea variopinta che ti aspetta fuori dalla porta di casa. Assieme potrete dar forma al futuro migliore che riusciate a immaginare.
(Stefano Parmeggiani)

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