Cambiavento

L'annus horribilis di San Marino

Pubblicata il 7 gennaio 2015

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Nel 2014 San Marino ha scoperto la corruzione, l’omertà e il malcostume. Non che non si sapesse che ci fossero, ma alle parole pronunciate di quando in quando in Consiglio sull’argomento, a quelle liquidate in fretta nei bar e ancor più in fretta ritrattate al momento del voto e del favore dagli stessi che le avevano pronunciate, è stato dato un contenuto scritto, fissato in atti giudiziari.

Se ha insegnato una cosa il 2014 è che è decaduta una certa intoccabilità. Non hanno ignorato quanto avvenuto gli Eccellentissimi Capitani Reggenti Gian Franco Terenzi e Guerrino Zanotti nel loro messaggio di fine anno:2?L’anno

che sta volgendo al termine è stato segnato anche dalla “questione morale”, con l’emergere di fenomeni che, per ampiezza e gravità, tanto sconcerto hanno suscitato nella nostra popolazione. Esortiamo la Magistratura a proseguire in piena autonomia nel proprio compito per fare chiarezza e accertare ogni responsabilità in merito”.

Responsabilità che non riguardano solo esponenti della classe politica, ma toccano anche i dipendenti pubblici, quelli privati, i professionisti, le banche e i bancari, singoli cittadini. Il 2014 è stato un susseguirsi di “casi senza precedenti”. Quante volte sono state usate queste parole!


La vicenda Berti

 

Che qualcosa fosse cambiato, i più hanno cominciato a pensarlo a gennaio dello scorso anno, quando è stato disposto un atto, appunto, senza precedenti: la carcerazione cautelare durata circa un mese del dottor Pietro Berti, disposta dal commissario della legge Laura Di Bona che ha indagato e rinviato a giudizio l’ex Capitano Reggente per molestie sulle pazienti. A questo è seguito il processo di primo grado nel quale il giudice Gilberto Felici ha emesso sentenza di condanna a 4 anni nel settembre scorso. Il procedimento è ancora in corso e Berti ha già annunciato l’impugnazione della decisione di primo grado, fiducioso di poter dimostrare la sua innocenza in appello. Nell’ambito di un processo a porte chiuse, alcune cose sono però trapelate: il coraggio, il disagio e lo stato di prostrazione delle donne che hanno denunciato; le reticenze imbarazzanti di un ambiente come quello ospedaliero per il quale il magistrato ha parlato chiaramente di clima omertoso. Sono emerse anche le ragioni dell’imputato che ha sempre parlato di “visite approfondite” dichiarandosi innocente.

 

Il caso di riciclaggio dell’ex presidente Dc

 

Senza precedenti è anche la vicenda dell’ex presidente della Dc, Marino Leo Poggiali, rinviato a giudizio a metà febbraio 2014 per riciclaggio nella sua attività di funzionario di banca dal Commissario della legge Alberto Buriani e condannato in primo grado dal Giudice Gilberto Felici lo scorso 19 novembre a 4 anni. Anche qui il procedimento attende l’appello nel quale Poggiali conta di dimostrare la sua innocenza.

 

La prima condanna per corruzione a San Marino

 

Un paio di mesi prima era arrivata la sentenza di primo grado per un altro caso eclatante, il cui processo era iniziato nel 2013. Una vicenda, pure questa, senza precedenti perché è la prima condanna per corruzione che sia stata emessa a San Marino. Caso di corruzione che condensa in sé il quadro del malcostume sammarinese perché sono finiti a giudizio funzionari pubblici, imprenditori, professionisti, prestanome con sullo sfondo finanziarie e banche. La vicenda è quella delle mazzette nei cantieri della galassia Fincapital che ha visto condannati dal giudice Alberto Buriani: Davide Mularoni e Paolo Berardi a cinque anni e mezzo di reclusione ciascuno; 5 anni a Livio Bacciocchi; quattro anni e due mesi a Maurizio Proietti, Michel Burgagni e Laura Zanetti; due anni e 10 mesi a Marco Mini al quale è stata riconosciuta la confessione utile e spontanea. Anche qui la vicenda attende l’appello, ma già il fatto che due pubblici dipendenti siano stati condannati per corruzione ha fatto interrogare molti nella Pubblica Amministrazione sul proprio ruolo, sulla linearità della condotta degli statali e sulla loro responsabilità.

Non è un caso che anche il Consiglio, sulla scorta delle raccomandazioni del Gruppo europeo di stato contro la corruzione (Greco), abbia approvato il codice di condotta dei pubblici dipendenti. Poi ci sono i numerosi processi per riciclaggio celebrati lo scorso anno e il rinvio a giudizio, negli ultimi giorni dell’anno, di una banca come persona giuridica. Pure questo atto senza precedenti.

 

La tangentopoli sammarinese

 

A fare scalpore di certo sono stati gli arresti eccellenti, i sequestri nell’ambito dell’indagine sulla tangentopoli sammarinese-conto Mazzini condotta dai Commissari della legge Alberto Buriani, Simon Luca Morsiani e Antonella Volpinari, che, tra gli ultimi atti del 2014, hanno proceduto all’interrogatorio di Gianluca Bruscoli a Pesaro, l’antivigilia di Natale. Molto probabilmente proprio a questa inchiesta si è rivolto il pensiero della Reggenza considerato che i partiti maggiori della coalizione di maggioranza ne sono stati toccati con gli arresti degli ex Segretari di Stato Caludio Podeschi e Fiorenzo Stolfi, oltre agli sviluppi delle indagini che hanno portato anche alla sostituzione in corsa del Segretario alle Finanze e innescato di fatto la verifica di governo.

Insomma, per qualcuno un annus horribilis per il Titano visto quanto di grave sta venendo fuori; per altri, pur nella desolazione descritta dalle carte che parlano di una associazione a delinquere che si era fatta stato, un passaggio necessario e positivo. Comunque la si voglia intendere di certo quanto sta accadendo non ha precedenti.

 

(Antonio Fabbri)

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