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14 febbraio 2015 : torna la rivoluzione di One Billion Rising

Pubblicata il 12 febbraio 2015

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14 febbraio 2015 : torna la rivoluzione di One Billion Rising
Per il terzo anno consecutivo un miliardo di donne in 270 Paesi torneranno in piazza per danzare contro la violenza sulle donne. Lanciata da Eve Ensler nel 2013, la manifestazione prenderà il via in Italia a Roma all'Università La Sapienza, con performance, letture flashmob il 13 febbraio, un giorno in anticipo. Ma in altre 100 città italiane l'appuntamento è il 14 gennaio; a Imola alle 16,30 in Piazza Matteotti tutte vestite di rosso e nero. La danza, come segno di sfida e celebrazione, riunirà le donne e gli uomini che danzeranno ancora una volta Break the chain, il brano/inno di questa giornata.

La mia rivoluzione
La campagna di quest'anno parte dalla consapevolezza che è impossibile sconfiggere la violenza contro le donne senza analizzare l'influenza esercitata dalla povertà, dal razzismo, dalla guerra, dal disprezzo dell'ambiente, dal capitalismo, dall'imperialismo e dal patriarcato. Per questo la parola chiave di quest'anno è RIVOLUZIONE. Una rivoluzione culturale, di mentalità che parte dalle generazioni più giovani che aspirano ad un mondo privo dei meccanismi che generano diverse forme di violenza in particolare verso il genere femminile.
L'organizzazione dell'edizione 2015 è curata infatti da un gruppo di giovani donne che fanno riferimento al Centro Interculturale Trama di Terre e che si sono incontrate per la prima volta il 25 novembre 2014, giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Danzeremo, insieme, contro ogni tipo di discriminazione, scrivono nel comunicato diffuso nei giorni scorsi. Abbiamo preteso giustizia, ora pretendiamo cambiamenti. Continueremo, instancabili, a rivendicare una politica seria di prevenzione e contrasto alla violenza, a partire dalla nostra città. Continueremo a sfidare le istituzioni, i governi, le politiche e le leggi, responsabili di creare situazioni di povertà e violenza. Continueremo a lottare contro ogni forma di  sfruttamento, contro le grandi opere e la devastazione dei territori, contro l'integralismo religioso, contro ogni forma di sessismo, razzismo, fascismo.

 
“La mia rivoluzione è in questo corpo
In questi fianchi atrofizzati dalla misoginia
In questa mandibola messa a tacere dalla fame e dall'atrocità
La mia rivoluzione è
Passione e non profitto
Orgasmo non proprietà
La mia rivoluzione è della terra e verrà da lei
Per lei, grazie a lei”

(Eve Ensler)

 In preparazione della giornata sono state assunte diverse iniziative fra cui la collocazione di scatole presso le scuole e il centro Trama di Terre , dove ciascuno potrà inserire la sua idea di rivoluzione. Le idee e i pensieri raccolti saranno portati in piazza sabato e letti in forma anonima come testimonianza di presenza contro la violenza.

 

 

(V.G.)

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