Cambiavento

La Tangentopoli sammarinese parla romagnolo

Pubblicata il 27 febbraio 2015

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La Tangentopoli sammarinese parla romagnolo
Sequestri per 14 milioni di Euro. Indagati commercialista sammarinese e la moglie di Lorenzo Panzavolta, manager di Gardini. Legami con Cosa Nostra nel periodo di “Mani Pulite”?

 

La tangentopoli sammarinese si collega con la tangentopoli italiana. Quasi che in un salto temporale di una ventina d’anni gli stessi soggetti interessati da una delle pagine più buie della “Mani pulite” italiana, che con l’emergere di affari inconfessabili portò anche al suicidio di Raul Gardini, sia racchiuso il filo conduttore di oscuri legami che conducono sul Monte. Questa “macchina del tempo”, questo filo conduttore sono, come sempre in questi casi, i soldi e, ancora una volta, le mazzette. Questa volta a San Marino. Quelle che gli inquirenti del Titano, coordinati dal commissario della legge Alberto Buriani, ipotizzano possano essere state pagate per quasi tutto. Compresi gli immobili dello stato: palazzi, parcheggi, centro uffici dove si trova oggi proprio il tribunale, cartiera Ciacci, dove si concentrano anche sospetti degli inquirenti per possibile inquinamento ambientale.

 

L’origine della nuova indagine

 

Tutto scaturisce da una rogatoria del 1995, che riguardava tale Lorenzo Panzavolta, oggi 92enne, per una accusa di falso in bilancio collegata alla movimentazione di 15 miliardi di lire. Panzavolta, amministratore della Calcestruzzi Spa, azienda ravennate del gruppo Ferruzzi, uomo vicino a Raul Gardini per il quale, secondo le accuse di allora dei Pm italiani, gestiva legami inconfessabili. Ma perché dal 1995 ci si è svegliati adesso? La risposta sta nella possibilità di indagine sui flussi bancari e finanziari. Secondo gli inquirenti sul Titano si sarebbero mossi 25 milioni riconducibili a Panzavolta.

 

Gli indagati

 

Seguendo il filo di tali flussi si è arrivati a una delle ultime movimentazioni, su un conto da 13 milioni di euro. Questo conto è intestato Laura Subini, 89enne moglie di Panzavolta, che è indagata dai magistrati sammarinesi e alla quale quei soldi sono stati congelati. Sotto sequestro ci è finito anche un milione di euro del commercialista sammarinese Lamberto Geri, 82enne, pure lui finito indagato per riciclaggio assieme alla moglie di Panzavolta, perché ritenuto pedina fondamentale per fare gli interessi dell’imprenditore del calcestruzzo a San Marino.

 

Panzavolta a San Marino

 

Quando Panzavolta, negli anni novanta, arrivò a San Marino, investì. Investì in società affini alla sua attività di “re del calcestruzzo”. Calcestruzzo che usò pure per costruire. Non è un mistero che anche l’attuale sede di Banca centrale, negli anni ’90, venisse definita anche palazzo “ex Panzavolta”. In questa sua attività sammarinese movimentò denaro, ebbe rapporti con imprenditori, politici e fece affari. Tanto che secondo gli inquirenti del Titano, assieme ai soci di San Marino, costruì palazzi, anche per conto dello Stato, i cui costi sarebbero, però, lievitati. E’ questa l’ipotesi dei magistrati che sospettano che uno dei soci sammarinesi per ottenere gli appalti sulle costruzioni più importanti – posto che di gare non se ne facevano all’epoca… e neppure oggi - distribuisse tangenti a forze politiche di maggioranza e di opposizione. E’ qui che la tangentopoli sammarinese, che sta scuotendo un intero sistema, per i soggetti interessati da questo nuovo filone di indagine, incontra un asse di collegamento con quella italiana.

 

Panzavolta e la tangentopoli italiana

 

Perché gli inquirenti sammarinesi sospettano che i soldi movimentati da Panzavolta siano di provenienza illecita e per questo li hanno congelati? Per i suoi trascorsi e per la sua attività in particolare in Italia. Si parla di affari portati avanti con il benestare di ambienti siciliani attraverso l’acquisizione di ditte del settore calcestruzzi dalla famiglia Buscemi, legatissima a Toto Riina. Sarà grazie a ciò, secondo gli inquirenti, che molti importanti appalti in Sicilia, e non solo, saranno affidati a ditte della galassia Ferruzzi. La Corte d’appello di Palermo nel 2008, ribadito dalla Cassazione nel 2012, dice di Panzavolta, oggi 92enne, che, tra gli anni Ottanta e Novanta, è uno dei protagonisti nella spartizione illecita degli appalti siciliani, mettendo “il proprio ruolo al servizio degli interessi mafiosi”. Quegli interessi mafiosi di cui era consapevole anche Raul Gardini, di cui Panzavolta era collaboratore. Il fatto che i legami che Gardini e Panzavolta avevano tenuto con Cosa Nostra, potessero venire allo scoperto, preoccupavano non poco il manager della Ferruzzi, morto suicida in pieno periodo di tangentopoli italiana, poco dopo la confessione di Giuseppe Garofano, che nell’ambito di Tangentopoli italiana chiamò in causa proprio Gardini in quel sistema di mazzette nel quale si legavano malavita organizzata e politica. Garofano che, pare, negli anni successivi bazzicò parecchio, pure lui, a San Marino.

 

(Antonio Fabbri)

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