25 novembre, “Rieccoci!”

Pubblicata il 25 novembre 2015

Vai alla sezione Diritti »

25 novembre, “Rieccoci!”
Riceviamo e pubblichiamo questo documento della commissione Pari opportunità del Comune di Imola in occcasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Un altro 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne proclamata dalle Nazioni Unite ; seguirà un altro 14 febbraio, data che le donne del mondo hanno scelto per “One billion rising”, l'ormai noto flash mob che con una punta di amara ironia, dà voce alle donne per dire no alla violenza di genere.
Ma le donne continuano ad essere uccise e ad essere oggetto di violenza soprattutto fra le mura domestiche: i dati Istat presentati nel giugno di quest'anno e relativi al 2014 parlano di 115 femminicidi e di dati leggermente in calo ma di un aumento degli effetti dannosi delle violenze consumate. Ad oggi il 2015 conta già oltre 115 donne uccise, 1 ogni 3 giorni.

Due anni di lavoro contro la violenza di genere
La Commissione Pari Opportunità del Comune di Imola, istituita dallo Statuto comunale, ha svolto un percorso di lavoro lungo 2 anni nel quale ha approfondito il tema della violenza contro le donne come anomalia delle relazioni sociali ed affettive e manifestazione del potere maschile sulle donne e ha analizzato la capacità del territorio di produrre risposte adeguate. La violenza sulle donne infatti non è fenomeno lontano da noi, che riguarda solo un altrove. Al contrario, si consuma anche vicino a noi. La regione Emilia Romagna è al sesto posto per numero di femminicidi. Ci siamo chieste, dopo almeno un trentennio nel corso del quale le donne hanno fatto sentire la loro voce su un fenomeno complesso che ha mutato nel tempo alcuni suoi connotati, cosa si può fare concretamente per contrastarlo. Contrastarlo negli effetti ma anche nelle cause. Abbiamo sintetizzato il nostro lavoro in una nota che ricostruisce le vicende locali in merito nell'ultimo ventennio e propone un'analisi sulla base dell' esperienza concreta dei centri antiviolenza e di ascolto e delle iniziative che si sono avvicendate nel tempo sul territorio. Abbiamo altresì avanzato proposte concrete per tracciare un metodo di azione coordinato e comune fra i soggetti che a diverso titolo hanno competenze istituzionali, sociali e sulla cultura di genere. Esattamente 1 anno fa (era il 24 novembre 2014) abbiamo presentato il risultato del nostro lavoro alla città dopo un impegnativo percorso di diversi incontri con le Istituzioni del territorio e i politici che siedono nelle sedi di democrazia elettiva. Il riscontro è stato di interesse al problema e di impegno ad un'azione concreta sul territorio che recepisca le normative più recenti in materia (Convenzione di Istanbul ratificata dallo Stato italiano, Legge sul femminicidio, Piano nazionale antiviolenza, direttive della Regione Emilia Romagna, legge regionale sulle pari opportunità) e colmi un'assenza di coordinamento e di sedi di valutazione e confronto.

A distanza di un anno…
Ad 1 anno di distanza constatiamo non abbiamo avuto alcun riscontro sulle nostre proposte. Negli ultimi mesi abbiamo chiesto invano alle istituzioni preposte un aggiornamento sull'avvio di politiche concrete in merito. Ad oggi non c'è ancora un sistema di rilevamento dei dati territoriali relativi al fenomeno che registri in modo complessivo, oggettivo e comparabile il fenomeno nel Circondario imolese. Non esiste un osservatorio, non c'è chiarezza su come vengano investite le risorse disponibili per far fronte ai casi di violenza denunciata che richiedono interventi di sostegno, non ci sono sedi comuni di analisi e studio del fenomeno, né strategie di contrasto adeguate anche per intervenire sulle cause culturali che lo generano. Non è dato avere informazioni sui risultati ottenuti con le azioni svolte fra il 2002 e il 2013. I fondi assegnati ai territori in base al Piano nazionale antiviolenza, 38.000€, sono fermi da un anno e ancora attendono di essere assegnati. Attualmente continuano ad essere attivi il Centro antiviolenza di “Trama di Terre” che gestisce anche alcune case rifugio e il centro antiviolenza dell'Associazione “PerLe Donne”. Vi è l'impegno positivo delle Forze dell'ordine e qualche iniziativa nelle scuole e dell'Asp. Una situazione, questa, insufficiente ad affrontare adeguatamente il problema. Inoltre l'istituzione della Città metropolitana cambia lo scenario di azione e pone nuovi temi nel coordinamento territoriale delle politiche e degli interventi nonché dell'allocazione delle risorse stanziabili allo scopo.

Gli stereotipi duri a morire
La ricerca promossa quest'anno dal Comune di Imola, Assessorato alle Pari Opportunità, in collaborazione con l'Università di Bologna (Dipartimento di Psicologia) sul tema degli stereotipi sessisti e presentata il 12 novembre scorso, indica dati significativi e inquietanti. Il 46% delle donne intervistate ha subito una qualche forma di violenza, il 44% degli intervistati conosce un uomo che ha commesso una qualche forma di violenza e il 51% conosce una donna che ha subito violenza. La ricerca inoltre evidenzia come siano ancora attivi e diffusi stereotipi sessisti in base ai quali si concepisce la relazione fra i sessi e si tende a giustificare forme di aggressività (in specie fra gli adolescenti) che ripropongono rapporti di potere del maschio sulla femmina percepiti come normali. Sono solo alcune delle informazioni che l'indagine, assai più articolata, ci restituisce. Occorre tuttavia ripartire dai dati rilevati per aggiornare la percezione della violenza sulle donne e delle relazioni affettive e sociali per indagare dinamiche e cause e individuare le azioni più efficaci da promuovere, le relative sedi (fisiche e sociali), i relativi tempi e metodologie. E' evidente, dalla ricerca, come il fattore culturale sia decisivo nel determinare la percezione del fenomeno, la concezione della relazione fra i generi e i comportamenti che concretamente la definiscono. Non basta dunque una risposta efficace del sistema territoriale alle donne che denunciano e chiedono aiuto, obiettivo fondamentale e per raggiungere il quale c'è ancora moltissimo da fare, occorre un cambio di passo culturale e una strategia condivisa per il coinvolgimento dell'intera comunità.

Le risorse
Occorre infine lo stanziamento di risorse adeguate, il cui investimento deve essere oggetto di rendicontazione alla cittadinanza in un impegno di aggiornamento periodico e di realizzazione di strumenti idonei a rilevare i risultati delle strategie attivate. Va ricordato inoltre, a chi pensa che investire risorse nel contrasto alla violenza sulle donne sia un intervento di secondaria importanza, che essa e gli effetti che produce hanno costi economici e sociali altissimi per la comunità in termini di servizi sociali, sanitari, giudiziari.
Siamo stanche di celebrazioni formali. Pensiamo sia giunto il momento, non più dilazionabile, di definire politiche adeguate con il coinvolgimento di tutte le competenze che il territorio è in grado di esprimere incluse quelle delle donne e delle sedi in cui si aggregano al fine di acquisire un contributo utile e prezioso alla definizione di risposte concrete ed efficaci.

Condividi questa notizia

facebook twitter linkedin google email
Tutte le sezioni
Notizie per località
Credits
Editore Xaiel srl
Via Rio Palazzi, 37
40026 Imola (BO)
direttore@leggilanotizia.it

P.IVA 02226881205
© Copyright 2011 Xaiel srl.
Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.

Testata registrata presso il Tribunale di Bologna n.8167 del 16 marzo 2011. Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 15545

Questo sito è interamente gestito con il CMS i-Plug
Realizzazione sito:
Punto Triplo Srl

Cookie Policy
Informativa Privacy