Imola. Mercoledì 3 e giovedì 4 agosto le lavoratrici e i lavoratori della Cefla hanno approvato l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto aziendale che coprirà il prossimo triennio 2022-2024 e riguarderà 1240 dipendenti. Ripoetiamo i comunicati die sindacati e dell’azienda.

L’accordo conferma tutta la contrattazione storica della Cefla, rafforza le relazioni sindacali nonché i diritti di informazione e consultazione della RSU con la definizione e il rafforzamento di commissioni paritetiche su importanti temi quali la formazione, la salute e sicurezza e il welfare. È stata istituita anche una commissione specifica per l’inquadramento professionale allo scopo di calare nella realtà aziendale della Cefla le novità introdotte di recente con il rinnovo del Contratto nazionale delle Cooperative.

Fitto il capitolo sulla estensione dei diritti individuali, con particolare attenzione all’armonizzazione tra tempo libero e tempo di lavoro attraverso l’ introduzione di un meccanismo di flessibilità dell’orario di ingresso e uscita per gli impiegati, l’ incremento dei permessi retribuiti per gli addetti che non possono usufruire della flessibilità e di permessi retribuiti per accompagnare l’inserimento dei figli in asilo nido e nella scuola materna.

L’ azienda inoltre integrerà la retribuzione dal 30% al 50% per i primi tre mesi ai genitori che facciano richiesta del congedo parentale facoltativo.

È stata introdotta in via sperimentale un accordo per normare il remote working con il riconoscimento del buono pasto e della disconnessione.

Rispetto alla parte economica è stato istituito un Premio di risultato di un importo massimo di 3900 euro per gli anni 2022, 2023 e 2024 , incrementando il superminimo collettivo aziendale di complessivi 300 euro non assorbibili aumentando così il salario strutturale.

Viene data la facoltà al lavoratore di optare per la destinazione del proprio Premio di risultato in welfare in linea alle previsioni contenute nel Contratto nazionale delle cooperative.

La Fim-Cisl, la Fiom Cgil e la Uilm Uil esprimono grande soddisfazione per il risultato raggiunto e per come è stata condotta la trattativa portata avanti nel rispetto delle parti.

Si tratta di un risultato importante raggiunto grazie all’ottimo lavoro svolto dalla RSU e alla compattezza e unità delle lavoratrici e dei lavoratori. L’ipotesi di accordo è stata apprezzata ed approvata dai lavoratori e dalle lavoratrici a larghissima maggioranza.

(Fim-Cisl AMB, Fiom Cgil Imola, Uilm Uil Imola)

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In data 4 agosto, a larghissima maggioranza, l’assemblea dei lavoratori ha approvato il nuovo contratto integrativo aziendale, frutto di una complessa trattativa sindacale che, il giorno precedente, ha visto azienda ed OOSS/RSU porre la firma sul raggiunto accordo.

Svoltosi in un clima collaborativo e quindi con la consapevolezza delle parti di dover rinunciare a parte delle desiderate individuali per convergere su obbiettivi di interesse comune, la trattativa è stata impegnativa poiché fortemente influenzata dal contesto socio economico del momento.

Nello specifico, il trend inflattivo ed il clima politico internazionale hanno giocato un ruolo importante perorare le motivazioni alla base delle posizioni individuali:

Da un lato i sindacati che nella contrattazione integrativa vedevano uno strumento per migliorare il reddito dei lavoratori e quindi il loro potere di acquisto.

Claudio Fredrigo, vicepresidente Cefla Imola

Dall’altro lato l’azienda che, guardando al futuro, all’occupazione, e agli investimenti necessari per continuare a competere sui mercati internazionali, già risente, in termini di marginalità future, il peso dell’aumento dei costi delle materie prime, della componentistica, e dell’energia. Una dinamica inflattiva che si somma alla svalutazione dell’euro sul dollaro, oltre al procrastinarsi del conflitto Russia-Ucraino che continuerà a compromettere il business con le aree dell’est Europa.

In questo contesto difficile, le parti – le OOSS/RSU e la Cefla- sono riuscite comunque a trovare obiettivi comuni sui quali convergere e quindi a redigere un accordo migliorativo rispetto al precedente sia dal punto di vista normativo che dal punto di vista economico e che si contraddistingue per le politiche rivolte al tema della conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

Sul fronte normativo, sono state aumentate le fasce di flessibilità di orario e i permessi retribuiti a titolo di “work life balance, si è poi operato per supportare al meglio la genitorialità, attraverso nuovi strumenti economici e permessi retribuiti finalizzati all’inserimento dei figli all’asilo; è stato inoltre regolamentato un accordo di remote working.
Sul fronte economico, Oltre ad un consolidamento retributivo è stato previsto l’erogazione di un premio di risultato con la possibilità per il lavoratore di opzionarne la destinazione al welfare aziendale con cinque distinte percentuali: 0% -25% – 50% – 75% – 100%.
Ogni singolo dipendente potrà scegliere in relazione alle proprie esigenze di spesa, di nucleo famigliare o di età, la quota da destinare al welfare, sapendo che sull’importo potrà beneficiare di un maggior valore a disposizione grazie al coefficiente di conversione pari 1,2 (1 euro = 1,2 welfare) e potrà beneficiare della detassazione.

Complessivamente, una proposta che prevede l’erogazione di un premio di risultato fino ad un massimo di €. 3.600, che può essere sensibilmente incrementato a seconda che il dipendete opti di destinare lo 0% o il 100% del premio al welfare aziendale.

Nello spirito che ha sempre contraddistinto l’azienda in questi 90 anni di Storia, la cooperazione tra Azienda, OOSS, RSU e i Lavoratori ha portato alla redazione di una proposta contrattuale a nostro avviso innovativa, poiché:

Permette all’azienda di utilizzare al massimo le leggi fiscali e contrattuali, oggi in vigore, per la tutela dei consumi e quindi del potere di acquisto dei lavoratori.

Rafforza il potere contrattuale dell’azienda nei confronti del gestore della piattaforma welfare, con la possibilità di migliorare le voci di spesa ed i servizi disponibili e renderli più attinenti alle necessità che RSU e lavoratori stessi comunicheranno all’azienda.

Permette, e questa è forse la cosa più interessante da un punto di vista sociale e generazionale, di seguire ogni lavoratore nelle fasi della sua vita che sappiamo essere caratterizzate da esigenze differenti: reddito, tempo libero, servizi, previdenza, ecc.

L’accordo viene siglato dopo anni di performance positive a dispetto di eventi avversi quali gli attacchi informatici, la pandemia, la crisi economica; eventi che non ci hanno fatto desistere nell’investire su prodotti, di investire su acquisizione di know-how, di investire sull’ampliamento dei nostri stabilimenti produttivi, con un costante incremento del numero di occupati. Tutto questo è il frutto dell’impegno dei lavoratori ed è il frutto di una oculata gestione delle risorse economiche e finanziarie del gruppo.

Con il contratto integrativo Cefla ha cercato di onorare due doveri per una cooperativa:

Distribuire ai lavoratori parte della ricchezza prodotta, con uno strumento contrattuale che consente a ciascun dipendente di massimizzare il netto del premio in relazione alle proprie esigenze.

Garantire la continuità aziendale e quindi l’occupazione con le strategie di investimento di cui sopra.

(Claudio Fedrigo, vicepresidente Cefla)